The Presence
The Presence

The Presence

Il mistero più grande riguardo a questo film, è che nelle poche recensioni presenti in rete si ostinino a considerarlo davvero un FILM.
Dopo i primi fotogrammi non si può non capire di essere di fronte ad una enorme presa per i fondelli, un capolavoro filmico impegnato a parodiare il classico genere “casa isolata con presenze non richieste”.
Peccato che sia tutto involontario.
Perchè il regista ci crede.

CI CREDE DAVVERO.

E questo fa sicuramente più paura delle presenze disseminate sull’isola.

Una opaca e svanita Mira Sorvino si ritira a “pensare” (adducendo motivazioni confuse e totalmente ininfluenti) nella baita di famiglia, collocata su una ridente isola. Peccato che la baita in questione, oltre che essere priva di elettricità e bagno, è già occupata da una presenza maschile di dubbio gusto.
Che lei non vede e non sente.
E che non vedrà ne sentirà fino alla fine.
Sì sì proprio così.

Un fantasma inutile insomma.

Ma noi poveri tapini, che abbiamo avuto la brillante idea di avventurarci in cotanto “film”, abbiamo il grande privilegio di vedere la “presenza” TUTTO il tempo.

E lui fa il suo ingresso così:

E così:

E ancora così:

E considerano questa prodezza narrativa, un film. Boh.

Vi risparmio l’arrivo di un fidanzato amorevole quanto le piattole e gli innumerevoli viaggi verso la cabina di legno ad uso bagno, posizionata a 20 km dalla casa, verso la quale si schiantano senza pietà dei poveri uccelli grandi come dei condor, TUTTE le sante volte in cui qualcuno sta espletando i propri doveri.

Agevolo diapositiva della cabina di legno ad uso bagno.

E quando finalmente pensi di poterti appisolare dimenticandoti di quello che sta accadendo sullo schermo, ecco che compaiono un fantasma mascherato, un demonio logorroico, un angelo muto, in fila per sei col resto di due.

Quest’isola è più affollata di un condominio a Nuova Dehli.

Oltretutto, la vita da impiegati del catasto di questi fantasmi è così dannatamente entusiasmante, che sono pronta a firmare per trapassare subito nell’Inferno Dantesco e fare da vicina di fango di Ciacco.

Non soffermiamoci su fotografia, colonna sonora e prodezze registiche perchè, semplicemente, non ce ne sono.

Ad essere sinceri, se questo “film” fosse una parodia alla Scary Movie, sarebbe molto bello.
Bello davvero.
Perchè fa ridere, fa ridere davvero di gusto e tenendosi la pancia.
Se un giorno vi sentiste tristi e malinconici, guardatelo e fatevi quattro risate.

Paese: USA
Regista: Tom Provost
Anno: 2010
Impressione: Scary Movie gli spiccia casa